Omaggio a Orson Welles per la gioia dei veneziani

Orson Welles (1915 - 1985), American actor, producer, writer and director. (Photo by Central Press/Getty Images)

Orson Welles (1915 – 1985), American actor, producer, writer and director. (Photo by Central Press/Getty Images)

La 72a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si è aperta ieri sera in anteprima per la gioia del pubblico cittadino, che ha potuto godere della proiezione nella Sala Darsena sul Lido di due delle opere più emozionanti di Orson Welles (1915-1985). A 100 anni dalla nascita dell’impareggiabile regista, attore e produttore, Venezia ha infatti riproposto in versione restaurata Otello (1951) e Il Mercante di Venezia (1969), entrambi filmati, almeno in parte, proprio a Venezia.

Il cortometraggio a colori, in un primo tempo destinato al mercato televisivo del network CBS, Il Mercante di Venezia (35′) è sempre stato dato per incompiuto e addirittura per perso, ma Venezia lo ha recuperato e proiettato in esclusiva solo per il grande pubblico veneziano. Altrettanto esclusiva è stata l’esecuzione dal vivo della partitura originale, composta dal compianto maestro Angelo Francesco Lavagnino (1909-1987), che a lungo ha lavorato con Welles scrivendo ben cinque colonne sonore per i film di ispirazione shakespeariana diretti e recitati da Orson Welles. Tale partitura è stata trascritta dall’unica registrazione esistente della colonna sonora ed è stata eseguita per la prima volta in pubblico proprio ieri sera.

Othello (96′) è stato proiettato nella versione italiana (i cui dialoghi, all’epoca, erano stati tradotti da Gian Gaspare Napolitano e supervisionati dallo stesso Welles). Il film doveva essere presentato proprio alla Mostra del Cinema di Venezia nell’edizione del 1951, ma la proiezione non si tenne. Il regista decise di ritirarla dal concorso in quanto a suo dire non era ancora pronta, ma la documentazione di quegli anni riporta che la decisione fu dettata da una concorrenza troppo forte, che Welles non voleva affrontare con un film che aveva ancora bisogno di essere ultimato. La scelta fu azzeccata in quanto l’anno seguente il film, presentato al Festival di Cannes in una versione ridotta e in inglese, vinse il Grand Prix.

 

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